Giuseppe Denti all'opera
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dott.ssa Graziella Zardo 2009

 

Giuseppe Denti:poetica del colore
in: IKON,eventi,artisti e immagini dell’arte
giugno 2009

 

Un ‘attenta osservazione delle opere di Giuseppe Denti ci invita ad apprezzare quel qualcosa che si percepisce quasi in maniera epidermica: una sensibilità tattile di esplicita impronta maschile percorre e penetra tutti i lavori dell’artista.
Questa sensazione trasmessa a chi guarda le sue opere è la proiezione di un’abilità tecnica che sicuramente lo contraddistingue, una capacità che non deve essere interpretata come pura manualità e autocompiacimento del saper fare, ma che va letta e condivisa nell’attitudine di adattamento della struttura materico-pittorica alla rappresentazione di un figurativo astratto, scelta e voluta dall’artista.

Il percorso che Giuseppe Denti attua per rendere effettivo il suo lavoro è tutt’altro che istintivo. Egli soppesa, sperimenta, trae le sue conclusioni dal comportamento delle materie con cui si confronta e dagli stimoli cromatici, arrivando così a quello equilibrio compositivo personalizzato anche nell’uso di colori timbrici molto accesi con l’esclusione sistematica del “non colore”,ossia del nero.
Per lui i colori non hanno segreti: li gestisce e li fa vivere nei supporti ligne, o nelle tele trattate con imprimiture ad affresco, stendendoli a spatola e lasciandoli vibrare ma sempre calibrati  da una percezione che va oltre il visivo penetrando nelle sonorità del colore.Le opere di recente produzione hanno evoluto la ricerca cromatica traducendosi in un candido bianco, simbolicamente sintesi di tutti i colori. Nella produzione dell’artista hanno ampio respiro tutte le varianti dei verdi e del blu, quest’ultimo divenuto il “Blu Denti”per l’equilibrio cromatico che è riuscito a conferirgli.

La varietà di impianto tecnico-espressivo con cui egli sintetizza i risultati della sua ricerca è improntata sullo studio di una resa stilizzata della figura eccezionalmente femminile. Tale sintesi la si può osservare in due varianti che si ritrovano costantemente soprattutto nelle opere più recenti: la prima variante si esprime nella semplificazione della forma in un profilo contornante che la racchiude, svuotandola del suo essere materico e lasciandola come semplice apparizione; l’altra variante si pone come volontà di sintesi della figura femminile ponendo l’attenzione all’interiorità, a quella parte “piena” dell’essenzialità femminile che ne va a determinare la sua iconicità. 

 

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…Sperimentare una tecnica,cercare la più adatta ed efficace
per l’immagine che hai dentro e che vorresti diventasse viva anche per gli altri!

  Giuseppe Denti